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Contratti di lavoro a termine
Il contratto di lavoro a termine può essere rinnovato solo a fronte delle condizioni giustificative individuate dalla legge. La proroga può essere effettuata liberamente soltanto nei primi 12 mesi. In caso di violazione il rapporto di lavoro si trasforma automaticamente a tempo indeterminato. In caso di stipula di un contratto di durata superiore a 12 mesi in assenza di causale, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di 12 mesi.

La legge di conversione del decreto Dignità lascia fuori dal campo di applicazione delle nuove regole sul contratto a termine alcune tipologie di attività:

• l’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali;
• gli organi di amministrazione e controllo delle società e partecipanti a collegi e commissioni; – le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate C.O.N.I.;
• la produzione e realizzazione di spettacoli da parte delle fondazioni;
• le prestazioni effettuate in favore del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) del Club alpino italiano (CAI).
• le attività stagionali, nel cui ambito i contratti di lavoro possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza delle condizioni giustificatrici.

E’ previsto un periodo transitorio, fino al 31 ottobre 2018, durante il quale le nuove regole non si applicano ai rinnovi e alle proroghe contrattuali stipulati prima del 14 luglio 2018.

Esonero contributivo per favorire l’occupazione giovanile
Viene introdotto un incentivo per l’occupazione giovanile stabile riservato ai datori di lavoro privato che, negli anni 2019 e 2020, assumono lavoratori under 35 con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti.

La possibilità di fruire dell’incentivo si estende anche alla stabilizzazione del contratto a tempo determinato.

Lo sgravio è riconosciuto, per un periodo massimo di 36 mesi, in misura pari al 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro:

• con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro;
• nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

I soggetti da assumere non devono essere mai stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro.

N.B. Non ostano al riconoscimento dell’esonero contributivo gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

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